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Gian Domenico Barassi

Gian Domenico Barassi

S. Pietro di Castelveccana (Varese) 6 agosto 1928 - 1960 - S. Pietro di Castelveccana (Varese) 14 maggio 2022

Come molti ragazzi del suo tempo si era formato in Azione Cattolica, svolgendo successivamente opera educativa apostolica a favore dei giovani.
Gian Domenico perse il papà quando era ancora giovane, rimase unico maschio con la mamma e le due sorelle più piccole; dovette interrompere gli studi al terzo anno di avviamento commerciale per contribuire al sostegno economico alla famiglia.
Lavorò dapprima come operaio presso la Società Ceramica Revelli di Laveno, poi presso il Cotonificio Hussy a Luino frequentando e diplomandosi al corso tessitori presso l’Istituto Leonardo da Vinci. Successivamente svolse le mansioni di magazziniere ed impiegato presso l’O.A.R.I. (Opera Assistenza Religiosa Infermi) a Brezzo di Bedero sul lago Maggiore. Anche dopo il pensionamento si impegnò, quasi a tempo pieno, finché ha potuto, in ambito socio sanitario.
Dal papà, che gestiva un negozio di fiori, aveva acquisito la competenza botanica e di giardiniere (a nessuno negava consigli in questo ambito) accompagnata dal gusto più ampio del bello e dell’arte. Aveva infatti frequentato un corso di disegno nell’accademia di Brera - Milano. A chi gli faceva visita non mancava, se richiesto, pur con una certa ritrosia, ma anche con soddisfazione, di mostrare le sue opere. Non era da meno anche la sua vena poetica. Non a caso una nipote, il giorno del funerale, lo ha soprannominato “l’artista”.
Si è anche distinto nelle attività di pubblico servizio: fu infatti da giovane Consigliere Comunale e Segretario del partito di ispirazione cristiana del suo paese.
L’omelia del suo parroco ben tratteggia, tramite le letture delle esequie e scritti di Lazzati, la vita di Gian Domenico, quale uomo di preghiera, ricercatore di sapienza, di “santo della porta accanto”. Don Luca comunicando il suo trapasso scrisse: ”Ho avuto la fortuna di portargli la comunione pochi giorni fa e quando sono arrivato nella sua camera e gli ho detto che gli avevo portato Gesù il suo volto si è illuminato, uno dei sorrisi più belli che abbia mai visto! Forse era proprio pronto per incontrare il suo Signore!”.

 

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