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Giuseppe Mauri

Giuseppe Mauri

Monza 13 ottobre 1935 - 1978 - Monza 10 aprile 2022

Giuseppe consegue il diploma di infermiere ma non ha mai esercitato tale professione, in parte a causa di una malattia contratta anni prima e nel tempo superata, ma soprattutto perché attratto da un'altra attività: quella di fiorista. Ingaggiato e coinvolto in questa nuova professione dal Sig. Doni, proprietario di un negozio floreale, fu assunto come commesso. Venuto a mancare il suo datore di lavoro, insieme ad un altro collega, Giuseppe rilevava l’importante negozio sito nella zona centrale e benestante di Monza, mantenendone il marchio “Doni fiori”. Ha sempre esercitato il suo lavoro con grande competenza, dedizione e passione, apprezzato dalla clientela con la quale riusciva a intessere un dialogo con buone parole e argomentazioni che costituivano un primo passo di "evangelizzazione", offerto sempre senza ostentazione; varie testimonianze ci permettono di affermare che Giuseppe non si è arricchito con questa attività, sua unica preoccupazione era il benessere dei suoi collaboratori.
" E' amante delle composizioni con fiori secchi … dovresti vedere "l'artista" all'opera. E' una perfezione dell'opera vissuta gioiosamente! La sua modestia e la sua riservatezza sono proverbiali" così scriveva, anni fa, il nostro fratello Enrico Morati a Emilio Tresalti dopo aver visitato il negozio e il laboratorio di Giuseppe. In molti hanno potuto ammirare e godere della sua maestria nel lavorare i fiori, freschi o secchi, nelle tante composizioni floreali che costantemente portava in occasione di ogni incontro o celebrazione all’Eremo San Salvatore o in altri luoghi. Giuseppe ci ha fatto gustare, tramite il suo lavoro, la “Bellezza” del creato e del Creatore, che lui chiamava affettuosamente “il Padre”.
Infatti “Dio Padre” era una costante nelle sue preghiere e nelle sue conversazioni, era il riferimento primario del suo cammino spirituale.
In una lettera scriveva: "avevo sempre pensato di poter vivere da solo un certo rapporto di intimità con il Padre, attendendo con diligenza ai miei compiti". Aveva accolto la chiamata alla consacrazione secolare dopo aver trascorso una settimana con i giovani dell'Istituto "colpito – così proseguiva nello scritto - per il loro modo di vivere e soprattutto per quel calore fraterno, vero amore di Cristo". L’espressione “Ora vivo nel Padre”, posta nell’immaginetta in suo ricordo, rappresenta bene la sintesi della sua vicenda umana e spirituale.
Questo legame non è rimasto qualcosa di intimistico, si è manifestato in una dedizione concreta che Giuseppe ha esercitato verso persone disabili e anziane, a partire dall’assistenza al fratello per un lungo periodo bloccato su una carrozzina. Per molti anni la domenica pomeriggio ha fatto visita ai suoi “vecchietti”, come li chiamava lui, della Casa di riposo di Villa Serena, vicino a casa sua, che lo attendevano perché sapeva dare ascolto a ciascuno di loro. Aveva seguito questi suoi amici anziani anche quando, chiusa Villa Serena per adibirla ad altri servizi, vennero trasferiti in una nuova struttura fuori dal comune di Monza.
Dobbiamo ringraziare Giuseppe per la sua esemplare perseveranza nella preghiera, lo ricordiamo col suo fedele bastone nella cappella dell'Eremo, davanti al tabernacolo per ore ed ore, tutto questo vissuto sempre con umiltà e semplicità.

 

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