Gino Ronchi

Aicurzio (MI) 14 agosto 1925 – aspirante * – Sesto San Giovanni (MI) 3 febbraio 1953
Aveva conseguito il diploma di ragioniere, e lavorava come amministratore delle ccoperative Acli a Milano. In questa attività aveva saputo farsi stimare per la competenza e il suo impegno di promozione e sviluppo di questo servizio.
Conosceva bene la musica e anche in questo campo si distingueva per doti e capacità, in parrocchia suonava l'organo e dirigeva con suo padre la scuola cantorum.
Inizia nel 1950 il suo percorso formativo nell'Istituto, manifestando nei rapporti con tutti la profonda gioia con la quale viveva la sua scelta vocazionale. Dopo la sua morte, il responsabile per la formazione dei giovani, indicherà spesso Gino come un esempio, soprattutto come lui si impegnava per crescere nel cammino vocazionale, cercando l'aiuto dei superiori senza timori ma mostrandosi aperto e fiducioso.
Pur essendo sempre ordinato e dignitosamente vestito, amava il distacco dalle cose non necessarie, non solo accontentandosi di quello che aveva ma cercando per sè il meno pregiato; usava biancheria proveniente dai depositi militari e che era stata distribuita dopo la guerra.
Sempre lieto, gioviale, comunicatore della sua gioia agli altri, era veramente l'interprete della regola:"Sempre lieto nel Signore, ilare, amabile, perchè la sola sua presenza sia raggio di Dio nel mondo".
Soffriva di una grave insufficienza cardiaca che fu la causa della sua rapida scomparsa. Si spegne nella notte presso il dormitorio Breda, dove egli si recava, dopo il lavoro, per aiutare il direttore nella gestione di questo "albergo", nel quale erano accolti i giovani lavoratori e dove anche Gino pernottava.
aspirante * : La crescita nella vocazione esige un cammino di formazione permanente dei membri promosso e sostenuto dall’Istituto. Momento particolare di tale processo formativo è il periodo iniziale, che precede l’impegno dei voti annuali, denominato «aspirantato» e che ha la durata di quattro anni. In questo periodo l’aspirante è aiutato a crescere armonicamente nell’approfondimento dei valori richiesti dalla vocazione e a realizzarli nella vita quotidiana in una convergenza di esperienza personale e comunitaria.
(dalle Costituzioni dell'Istituto)