Giorgio Sala

Milano 22 novembre 1924 – 1953 - Milano 17 giugno 2021
Giorgio
si era diplomato al liceo scientifico,
dopo aver frequentato per quattro anni il corso di laurea in ingegneria al Politecnico di Milano,
interruppe gli studi perchè cominciò a lavorare nella Impresa Edile di Costruzione "Casiraghi" di Monza,
dove ben presto divenne dirigente d'azienda, carica che ricoprì per lungo tempo.
La figura di Giorgio aveva in sé l’entusiasmo di un giovane e la maturità di un padre;
la sua schietta e fragorosa risata faceva superare ogni timidezza.
Diceva apertamente quello che pensava al suo interlocutore, con grande franchezza,
per questo in Azione cattolica lo chiamavano "carta vetrata", ma anche se risultava un rimprovero o una sottolineatura non gradevole, la sua parola era sempre benevola, curativa, tonificante.
Di carattere forte, deciso, come pure innovatore e creativo,
ha mostrato questo suo temperamento e azione nei diversi campi dove si è prodigato
con passione e determinazione a partire dal lavoro
al semplice viver quotidiano, dalle relazioni agli affetti familiari: un vero maestro di secolarità consacrata,
fattiva, sobria, discreta, mai ostentata, ma vissuta in pienezza.
Si è speso molto nell’Azione Cattolica ambrosiana ricoprendo negli anni ‘70 il ruolo di Segretario e Responsabile
della Commissione Sociale, promuovendo la creazione della Cooperativa “In Dialogo” per le iniziative editoriali e seguendo
le ristrutturazioni edilizie delle sedi dell’associazione.
Fu il promotore dell'anno di Spiritualità, incontri mensili per un discernimento vocazionale,
Giorgio collaborò a questa iniziativa dal 1970 per circa 20 anni;
chiedeva a tutti i giovani partecipanti, al fine di realizzare in pienezza la tua vita di uomo e di cristiano:
"fedeltà e attiva partecipazione agli incontri", "uno spirito fraterno", e "cercare Dio con sincerità di cuore".
Dal 1990 cominciò a viaggiare, prima in Congo dove erano presenti alcuni giovani in ricerca vocazionale
e poi in Polonia, percorrendo migliaia di chilometri in auto e incontrando tantissime realtà della Chiesa polacca,
compresi alcuni Vescovi.
Si confrontò con alcuni Istituti Secolari femminili operanti fino ad allora in clandestinità,
prodigandosi per divulgare il messaggio rinnovatore del Concilio Vaticano II e comprendere il ruolo dei laici nella Chiesa.
Fece tradurre, per diffondere un’autentica spiritualità laicale, testi del prof. Giuseppe Lazzati e di altri autori,
come pure presentazioni della nostra vocazione;
in un certo senso pose le basi per la nascita delle vocazioni all’Istituto in Polonia.
Giorgio ci ha insegnato la tenacia, la professionalità, la serietà nell’impegno,
la passione per la nostra vocazione vissuta con gioia e positività.
Per molti è stato come un padre, in tanti riconoscono di avere ricevuto molto, la sua sincera amicizia,
il suo sorriso buono, la sua generosità, la sua simpatia comunicativa.