Giuseppe Lazzati logo

Tommaso Urbano

Tommaso Urbano

Bitonto 9 dicembre 1939 - 1965 - 1 gennaio 2022

Persona molto schiva e discreta, mal sopportava l’apparire; fu storico segretario dell’istituto Maria Cristina di Savoia, ha contribuito alla costruzione del Palazzetto dello Sport e altre significative iniziative che hanno dato lustro alla città di Bitonto.
Insieme ad un gruppo di cittadini ha dato vita all’associazione culturale Tommaso Traetta, promuovendo e recuperando alla memoria della città figure quasi dimenticate di illustri concittadini. Compositori, musicisti, maestri e direttori di orchestra che, con l’arte della musica, hanno contribuito a far conoscere Bitonto e a diffondere la cultura musicale in tutto il mondo. Tra le varie iniziative dell’associazione culturale da lui promossa, ha contribuito affinché venisse eretta la statua di Tommaso Traetta in piazza Aldo Moro; affinché venissero trovati e recuperati a San Pietroburgo (dove Tommaso Traetta svolse attività di maestro di cappella alla corte della zarina Caterina II) spartiti e composizioni che sarebbero altrimenti andati perduti.
Nell’Istituto Maria Cristina, a cui si è dedicato senza risparmio di tempo e di risorse, è stato punto di riferimento importante per l’espletamento di un delicato servizio rivolto alle persone meno fortunate (bambini e ragazzi delle realtà marginali della città, ragazze madri bisognevoli di tutto per il superamento delle intuibili difficoltà).
Tommaso Urbano negli anni 80/90 ebbe una grande intuizione: istituire al Maria Cristina un Centro di educazione musicale, cerniera tra la realtà interna dell’istituto e la realtà esterna della città. Un’iniziativa che, se non annullava del tutto, sicuramente sanava, leniva, alleggeriva e creava un ponte e le condizioni per attenuare, abbattere ed eliminare “steccati, divari e riserve mentali” nei confronti di chi, per una sorte meno benigna, era costretto ospite dell’istituto. Quel Centro di educazione musicale è stato il sano rimedio per migliorare le sensibilità degli ospiti e un’occasione di crescita per ragazzi interni ed esterni che, con tale esperienza, hanno evitato devianze e fatto maturare sensibilità con apertura verso forme di educazione e di crescita morale e culturale. Gli effetti dell’iniziativa di quel Centro di educazione musicale sono evidenti ancora oggi. Da quei percorsi formativi e da quella esperienza sono venuti fuori tanti giovani talenti che, con l’approdo anche al Conservatorio di Bari, hanno creato la condizione per la nascita di tante realtà musicali: bande, orchestre e cantanti di spessore. L’avere a Bitonto cinque bande musicali e cantanti lirici è un aspetto straordinario di tutto rilievo, è l’effetto ancora presente di quanto portato in gestazione dal Centro di educazione musicale voluto da Tommaso Urbano, vera fucina e incubatore di intelligenze e potenzialità di cui dovrebbe andare orgogliosa tutta la città.
Altra particolarità di Tommaso, conosciuta da pochi e che non gli piaceva ostentare, era l’appartenenza alla Società dei Benefattori, promotori del Ricovero di Mendicità (la struttura dei Cappuccini in fondo a via Traetta).
Sotto la presidenza del dottor Franco Nacci e con la sua fattiva collaborazione, fu realizzato il Palazzetto dello Sport. Opera meritoria che apriva l’istituto alla città e creava una sinergia positiva con i fruitori dell’istituto. Le risorse finanziarie non superarono i 200 milioni di lire, laddove analoghe iniziative in altre realtà della nazione richiedevano cifre superiori al miliardo di lire; il che porta ad una domanda: furono onestà, trasparenza, capacità o altro?
Ne ha tracciato un profilo perfetto, come di consueto, il prof. Nicola Pice: "Ritengo un dovere morale fare memoria di Tommaso Urbano oggi che si è conclusa la sua esistenza terrena. Si formò ai principi della morale cattolica sotto la guida di fervidi formatori di coscienza quali sono stati don Alberto Battaglia e Ottavio Leccese, Giuseppe Lazzati e Carmine Gallo, che lo spronarono ad un apostolato largo ed efficace.

 

. top | . backpage