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Daniele Allegro

Daniele Allegro


Padova 20 febbraio 1962 - 1990 - Padova 8 gennaio 2016

C'era un aspetto particolare del suo carattere che gli faceva affrontare la vita con gioia, con ottimismo "era un uomo che guardava dall'alto sorridendo sempre"; Allegro di nome e di fatto!
E' stato coordinatore del GIIS Triveneto, svolgendo questo incarico con passione, non come burocrate ma andando ad incontrare direttamente le persone, anche singolarmente ed anche se distanti.
All'interno dell'Istituto ha svolto vari incarichi: Consigliere Generale, Consigliere di Comunità, Responsabile del gruppo padovano e vicentino, per loro si è speso molto organizzando incontri anche conviviali a casa sua o a casa di qualcuno di loro.
Ultimo incarico è stato quello di seguire alcuni giovani durante la loro formazione, il compito un poco lo spaventava non sentendosi adeguato ma disse che per lui non sarebbe stato un peso bensì una gioia; spesso raccontava, contento, ripetendo più volte come si sentisse arricchito da loro e da quello che riceveva.
La sua morte è arrivata a poco più di un anno dall'inizio della malattia che l'ha colpito. Un periodo di sofferenze fisiche sopportate con serenità e forza d'animo che tanti di noi hanno visto e ammirato.
Per questa sua tranquillità gli fu chiesto, da parte dello staff infermieristico, dopo la prima operazione, di far parte dell'equipe di sostegno psicologico alle persone che avevano subito la stessa operazione perché – gli hanno detto - “Lei appare sempre sereno mentre tanti altri pazienti in genere piangono”.
Una dottoressa che doveva aiutarlo a vivere il momento delicato della malattia, chiese a Daniele da dove gli venisse tanta serenità, lui le rispose parlando con delicatezza della fede e della esperienza di dialogo con il divino; al termine del colloquio, lei si allontanò con le lacrime agli occhi.
Certamente Dio lo ha colmato di una grazia, che ha reso Daniele capace di non lasciarsi sovrastare dal dolore e dallo spavento. “Nulla ti turbi – nulla ti spaventi” fu la frase che nel 2008 aveva posto come suo programma di vita e che giustamente i familiari hanno riportato nell'immagine ricordo.
Daniele era innamorato anche degli uomini e del mondo in cui essi vivono. Chi lo ha incontrato può testimoniare di quanto era disponibile ad ascoltare gli altri (e fra questi anche sacerdoti che hanno avuto con lui dialoghi spirituali) lasciando spazio all'interlocutore ed alla sua espressione. L'ascolto lo portava poi ad agire, piegandosi sui bisogni e le necessità degli altri, usando generosità nel suo lavoro di odontotecnico verso persone in difficoltà.
Nella sua domanda di ammissione ai voti perpetui scrisse:"Sto imparando ad essere persona che si orienta positivamente verso l'altro, anche se devo rinunciare a qualcosa per amore; sono certo che così posso sperimentare la vera gioia in Cristo e in questo movimento percepisco che anche l'altro, quello che mi sta vicino, mi educa mi fa crescere come mi auguro che anche lui maturi anche se non nello stesso cammino". Daniele aveva pronunciato il suo "eccomi" al dono della consacrazione la sera del 24 novembre 1990 ed è stato accolto con tenerezza nelle braccia del Padre l'8 gennaio 2016.

 

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