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Francesco Carlo Balbi

Francesco Carlo Balbi

Genova 14 dicembre 1899 – 1947 - Lecco 4 marzo 1986

Francesco abitava in un appartamentino sempre in ordine, lindo e accogliente, scevro da quei segni della decadenza che spesso arredano le abitazioni dei vecchi solitari. Lo aveva voluto lui, dopo lo sfratto da una precedente abitazione; davanti all'alternativa di andare in una casa di riposo, non solo non ci andò, ma continuò a recarvisi fino a pochi giorni prima della sua fine, a imboccare i degenti inabili, a spendere ore preziose a confortare con la sua presenza tanti vecchi abbandonati. Questo anche in pieno inverno, nonostante gli inviti alla prudenza.
Infatti poteva sembrare un cauto, ma era al contrario un audace. Le sue ferie sono state per anni al seguito del gruppo di alpini che stabilivano il campo ad alta quota, e compivano escursioni fino a 3000 m. Solo negli ultimi anni si accontentò dell'eremo di S. Salvatore.
La sua attività lavorativa non cessò con l'età della pensione; per parecchi anni dedicò mezza giornata alle ACLI lecchesi; continuò a insegnare l'inglese presso una scuola di Piona, sobbarcandosi il tragitto di 40 km ogni giorno andata e ritorno, per pochi spiccioli, anzi quasi per beneficienza per i Padri che gestivano quei corsi.
La sua casa era solo rifugio per la notte; i pasti li prendeva in un ristorante popolare a pochi passi, dove non trascurava di dialogare con tutti gli avventori, lasciando in tutti stima e ammirazione per l'equilibrio, la tolleranza, e insieme la chiarezza del suo tratto e delle sue opinioni.
Trovarlo in casa durante il giorno era sempre difficile; ora la preghiera in Chiesa, ora i vecchi e i malati da visitare, al ricovero, all'ospedale, nelle loro case, ora i pasti lo vedevano sempre in giro, calmo sereno ed alacre.

 

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