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Renzo Boschetti

Renzo Boschetti

Montecchio Maggiore (VI) 26 novembre 1926 - 1965 - Montecchio Maggiore 22 aprile 2020

Terminate le scuole superiori inizia a frequentare i corsi di giurisprudenza presso l’Università di Padova. Dopo alcuni anni lascia gli studi per il coinvolgimento, sempre più impegnativo, nello stabilimento paterno che produce conserve alimentari. La piccola fabbrica familiare nel tempo si sviluppa ampliando le proprie attività e questo richiede maggior responsabilità a Renzo, assumendo anche il ruolo di amministratore con altri familiari. Prevalentemente si occupa del ciclo produttivo delle diverse tipologie e confezioni di marmellate, destinate ai settori di mercato più variegati, dettaglio e ingrosso.
All’inizio del cammino verso l’Istituto, Renzo esprimeva in una lettera il senso del percorso che si stava chiarendo in lui, l’ideale cioè "… di voler far del bene nell'ambiente in cui mi trovo migliorando tante situazioni diseguali, che si trascinano nel tempo, migliorare e perfezionare la qualità del lavoro di cui mi occupo, nell’interesse della società in cui vivo, facendone di riflesso sentire il beneficio anche agli operai".
Pur essendo molto occupato con l’azienda ha coltivato l’interesse e l’impegno nel gruppo missionario della sua parrocchia mantenendo aperto lo sguardo su un mondo più ampio.
Per questo, nel 1991 raggiunge i fratelli dell'Istituto presenti in Africa nel Nord Kiwu, a Rutshuru, dove per tre settimane, ininterrottamente cerca di esportare e condividere la sua competenza professionale lavorando per realizzare una produzione locale di confetture di frutta. L'impegno di Renzo fu ammirevole, si racconta che gli amici cercarono inutilmente di convincerlo a prendersi un giorno di riposo, per visitare gli immensi parchi naturali della zona; purtroppo il progetto di Renzo fu meno soddisfacente di quanto sperava, soprattutto a causa delle difficoltà di conservazione del prodotto finito.
In virtù di questa sua passione e dedizione al lavoro, ha suscitato in Renzo una certa sofferenza, la decisione di arrendersi alla stanchezza degli anni e lasciare il lavoro; questo conferma che Renzo considerava le attività professionali una parte importante della sua vocazione e compiere bene questa missione era per lui motivo di gioia che traspariva dal suo sguardo sereno, dalla mitezza e dal suo sorriso.
Da una lettera di Renzo del 1987, dopo un corso di Esercizi, si comprende come la preghiera e l’incontro con il suo Signore siano stati fondamentali per il suo alimento spirituale e per le scelte della sua vita: "… anche alla fine di questo corso di esercizi, mi sono commosso, mi viene voglia di piangere considerando le mie mancanze, le mie miserie e quanto è buono il Signore che mi dà un altro anno di vita, per migliorarmi, per diventare povero, più saggio, più timorato di Lui e più suo amico".

 

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