Giuseppe Lazzati logo

Agostino Bossetti

Agostino Bossetti

Parre (Bergamo) 5 luglio 1931 - 1966 - Olgiate Molgora (Lecco) 6 aprile 2020

All'età di 18 anni, Agostino lascia la val Seriana e si trasferisce con i suoi famigliari a Montevecchia (Lecco); anche qui i genitori continuano la loro attività di allevamento delle mucche da latte.
A occuparsi della sua formazione religiosa è il parroco don Olimpio, il quale nel 1951, coinvolge Agostino nella GIAC (Gioventù Italiana Azione Cattolica) fino ad assegnargli la carica di Presidente. Il forte percorso formativo parrocchiale, guidato successivamente da un altro parroco, don Lorenzo, lo sosterrà per tutte le successive scelte della vita e nei tanti “sì” detti con generosità alle numerose chiamate.
Agostino intraprende la professione di ferraiolo e carpentiere edile mentre nel tempo libero aiuta l’azienda familiare. Nel frattempo, la spiritualità acquisita, lo spinge a rispondere ad altre necessità sociali, impegnandosi nelle ACLI (Associazione Cristiana Lavoratori Italiani), nel sindacato e nell’Amministrazione Comunale.
Dopo la pubblicazione dell’enciclica "Populorum Progressio" (Paolo VI), a cui è seguita una fioritura di movimenti laici per il Terzo Mondo, si dedica all’attività di sostegno del gruppo missionario di Montevecchia; successivamente matura la decisione di lasciare il lavoro in Italia per diventare missionario laico in Africa.
Nel 1971 raggiunge così lo Zaire (ora Repubblica Democratica del Congo) con l’Associazione Mondo Giusto di Lecco, operando per 32 anni nella realizzazione di progetti umanitari nelle regioni del Kiwu e del Katanga.
Agostino ha offerto e dedicato la sua formazione professionale nel campo dell’edilizia, acquisita in Italia, per un’ampia gamma di interventi rivolti allo sviluppo e al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni locali che hanno riguardato il settore idrico, alimentare, sanitario, energetico e formativo. La sua azione generosa si è sempre svolta coinvolgendo i collaboratori del luogo, nella realizzazione degli interventi e nell’assegnazione delle responsabilità per la successiva gestione.
Ragioni di salute hanno consigliato il suo rientro in Italia nel 2003. Da qui, in collaborazione anche con altri gruppi missionari, ha proseguito il sostegno a nuove attività di promozione nelle zone dove aveva già operato tramite le persone a cui aveva trasmesso le sue competenze professionali, facendo qualche visita di supervisione dei lavori in loco quando le condizioni per viaggiare glielo hanno permesso.
Sono pervenuti da laici, religiosi e sacerdoti, molti attestati: segno delle relazioni che Agostino ha lasciato in terra africana per le sue doti di dedizione e intraprendenza, di semplicità e concretezza, con cui ha servito le popolazioni senza riserve, mettendo a rischio anche la sua salute.
Ricordiamo anche la sua generosità e operosità per tanti lavori di manutenzione all’Eremo San Salvatore; più di una volta l’abbiamo visto con attrezzi tra le abili mani, “mani grandi che raccontavano le fatiche di un duro lavoro” (come ci ha ricordato qualcuno) e che ci rimandano anche alla sua volontà di raggiungere tutti nelle loro necessità.

Ricordare Agostino - di Renato Vivenzi

 

. top | . backpage