Carlo Ghiringhelli

Caronno Varesino 30 luglio 1925 – 1963 - Varese 21 marzo 2015
Carlo si era diplomato in ragioneria e aveva lavorato come contabile presso la Edison e poi in Enel, primaria azienda elettrica del paese.
Si è dedicato molto generosamente all’assistenza dei disabili, giungendo ad abitare presso una casa dell’associazione per la quale offriva il suo servizio (O.A.M.I.).
Quando l’Istituto si ritrovò a Roma per l’Anno Santo nel 2000, Carlo espresse una riflessione, in riferimento all’intervento di Padre Cantalamessa, che suscitò una buona impressione tra i presenti. Le sue parole furono:"In fin dei conti, quello che conta è Gesù, e quello che importa è che ciascuno si spogli di tutto se stesso, lasci cadere tutte le sue pretese e tutto se stesso, e si consegni a Lui".
Molti dei commenti raccolti nei giorni dopo la sua morte e nel corso dei funerali hanno evidenziato soprattutto le caratteristiche di umanità di Carlo, e in particolare il suo sorriso ed il suo sguardo. Colpivano, in particolare, i suoi occhi, perché assomigliavano agli occhi di quei bambini che esprimono attesa, stupore, desiderio di conoscere. Il nostro volto è il primo modo con cui entriamo in contatto con gli altri e con il mondo, e può esprimere ascolto, comprensione, fiducia, come pure condivisione e partecipazione alle tante sofferenze che attraversano la vita.
Carlo è anche stato un uomo semplice, nel senso più bello e profondo del termine, che indica la capacità di ancorarsi all’essenziale e di saper riposare in esso; sappiamo, infatti, che gli uomini semplici suscitano un’ammirazione come forse nessun’altra virtù riesce a destare.
Uomo giusto, limpido e umile
Ripasso di vita (Carlo Ghiringhelli)