Gaetano Pulga

Paderno Dugnano (MI) 12 maggio 1930 – 1959 - Vizzolo Predabissi 3 gennaio 2011
Gaetano era conosciuto come "l’autista di Lazzati", infatti lo accompagnava alle conferenze, agli incontri, ai ritiri all’Eremo e anche dopo la morte del "professore", per alcuni anni continuò a partecipare alle vacanze estive con i giovani; fu così possibile conoscere la sua passione per la montagna e per i canti alpini.
Aveva inizialmente lavorato come operaio addetto alle linee telefoniche; in seguito divenne rappresentante per conto della piccola ditta di sua sorella che produceva artigianalmente capi d’abbigliamento di una certa qualità ed anche per un’ altra società di moda. Sicuramente la professione ha affinato il suo modo di relazionarsi agli altri, di ascoltare, fare attenzione e rispettare l’altro. Diceva, "ho sempre cercato di dare ampio spazio alla preghiera all’inizio della giornata per affrontare la vita quotidiana con tutte le difficoltà che può presentare". Già da qui emerge la profondità spirituale di Gaetano, la preghiera per lui era punto fermo della sua consacrazione secolare ed il tempo ad essa dedicato si è sempre più dilatata.
La sua carità aveva tratti di commovente semplicità per cui riusciva a guardare gli oggetti destinati alla beneficenza, che raccoglieva e che gli amici gli portavano, pensando alla gioia che avrebbero provato quelli che li avrebbero ricevuti. "Chissà come sarà contento chi indosserà questo maglione" diceva sorridendo. Ogni viaggio che faceva (anche quando andava direttamente dai produttori a comprare il riso che poi distribuiva alle famiglie bisognose) era l’occasione per un percorso di carità lungo la strada. A tutti portava un piccolo aiuto e soprattutto il suo amore, con una speciale predilezione per le suore di clausura. Trascorse due settimane in Friuli dopo il terremoto del 1976 per dare assistenza e successivamente ospitò nella sua abitazione, per un intero inverno, una famiglia che aveva perso la casa. La sua casa era composta di due locali, l’aveva ottenuta scambiando la sua precedente abitazione di tre locali, nello stesso stabile, con una famiglia numerosa.
Non possiamo dimenticare la sua vicinanza concreta ai fratelli dell’Istituto, l’assistenza a Erminio Colnaghi, la compagnia a Giulio Somarè quando risiedeva a Desio, tanti altri servizi e tre anni dedicati alla gestione dell’Eremo San Salvatore.
Si interessava anche dei problemi della sua città: è stato componente della commissione sociale nel suo comune e membro del consiglio di amministrazione dell’Ente Morale per la gestione di una scuola materna; senza dimenticare l’impegno nelle Acli di Cusano.
Molto vivo poi in Gaetano l’amore per la Chiesa, che si è concretizzato in alcuni specifici servizi come presidente del decanato di Bresso per l’Azione Cattolica, membro del consiglio pastorale parrocchiale e diocesano con nomina dell’Arcivescovo Martini, membro del Gruppo Istituti Secolari diocesano. Ci teneva poi, quando poteva, in occasione di alcune solennità, a partecipare alla S. Messa pontificale in duomo a Milano, per ascoltare alla fonte l’omelia del suo Arcivescovo.
Nell’autunno 2006 Gaetano percepisce il venir meno delle forze. Ad una aritmia al cuore si aggiungono alcuni cenni di tremolio, anticipazione del morbo di Parkinson. Nell’aprile 2008, dopo aver tentato alcune soluzioni, non soddisfacenti, per rendere possibile la permanenza nella propria casa, decide di ritirarsi nella residenza per anziani di Bresso (intitolata a Luigi Strada). Anche in questa scelta di distacco dalle sue cose, dalla sua casa, vedo, oltre il desiderio di “non disturbare gli altri”, il voler prepararsi all’incontro definitivo con il suo Signore.
Nella casa per anziani, Gaetano partecipa e sostiene le iniziative comunitarie, ricreative e di preghiera comune. Ampio spazio lo riserva alla preghiera personale, chi è stato a fargli visita, frequentemente lo ritrovava in cappellina. Durante il periodo trascorso nella casa di riposo ha anche frequentato corsi esterni dell’università della terza età: si aggiornava sui fatti quotidiani leggendo il giornale, testi di spiritualità, soffriva per le vicende, non limpide, che qualche volta hanno coinvolto la Chiesa.
Era difficile parlare con Gaetano di questioni banali; con lui il discorso era sempre ‘alto’, di forte intensità spirituale; ne sono un esempio i suoi interventi nel Consiglio Pastorale Diocesano di Milano, essi contenevano sempre un richiamo alla necessità di una vita di fede esigente e profonda, come premessa per ogni altro impegno.