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Germano Quadrelli

Germano Quadrelli

Milano 24 dicembre 1921 – 1950 – Rho (MI) 26 dicembre 2001

Germano Quadrelli era un dirigente nato, riservato, ma pronto a sostenere il proprio impegno con intelligenza e con forza; aveva il piglio del leader, autorevole, determinato, combattivo.
La sua voce era appassionata, chiara, a guidare autorevolmente Convegni e Presidenze; lo si ricorda Presidente Diocesano dei giovani della Azione Cattolica milanese, in anni dal 1948 al 1956 in cui essere al vertice della Gioventù ambrosiana non era propriamente un compito facile sotto nessun punto di vista.
Le aperture teologico-culturali e sociali, ben rappresentate sul foglio associativo "L’Azione Giovanile", posero non pochi problemi ai dirigenti, anche con la Santa Sede. Di tutto ciò Quadrelli ha fornito ampi riferimenti, con particolari gustosi, nell’intervento al convegno dell’aprile 1996 su “Schuster e il laicato diocesano associato”, promosso dall’AC diocesana. Anche da questa testimonianza si evince che l’arcivescovo, chiamato direttamente in causa in alcune circostanze di particolare tensione con Roma, fu sempre strenuo difensore dei “suoi” giovani. Egli sapeva che se talvolta si spingevano un po’ sopra le righe, era non per spirito d’insubordinazione, ma per il sincero desiderio di professare un cristianesimo coraggioso e senza compromessi. Schuster conosceva bene la loro purezza d’intenzioni e la generosità apostolica: li stimava, li incoraggiava, li difendeva, quando era necessario, anche se non mancava certo, al momento opportuno, di richiamarli all’ordine.
Quadrelli lasciò la presidenza nel ’56 e nella lettera, in data 30 giugno, inviatagli per la circostanza, l’arcivescovo Giovanni Battista Montini gli esprimeva “gratitudine per il tanto bene compiuto”, “stima” e “benevolenza”. Quindi, aggiungeva: “Non è un congedo; è piuttosto un invito a restare nella grande famiglia dell’Azione Cattolica, ed a continuare a servirla, con l’esempio, con la fedeltà, con l’opera”.
Quadrelli si occupò anche di politica, ricoprendo la carica di consigliere dal 1951 al 1964 nel Consiglio comunale di Milano; svolgendo anche le funzioni di Assessore al personale.
Conclusa la stagione amministrativo-politica, che lo vide anche ricoprire la carica di vice-segretario cittadino della DC milanese, il suo impegno, fra gli anni Sessanta e Settanta, fu sempre più concentrato sulle responsabilità professionali. Da tempo impiegato presso un noto studio commercialista di Milano, passò poi alla SNAM di San Donato, dove svolse funzioni dirigenziali, curando il settore della gestione del personale. Ebbe parte attiva anche nel sindacato dei dirigenti.
Germano Quadrelli, una volta andato in pensione, non era certo tipo da stare “con le mani in mano”, anche se, pure nel suo caso, l’avanzare dell’età fu accompagnato da non pochi problemi di salute. Diede vita a una simpatica iniziativa di raduno annuale, per un comune momento di riflessione e di preghiera, fra i dirigenti GIAC della sua generazione; ricoprì dal 1987 al ’95 la responsabilità diocesana del Movimento Terza Età; offrì la sua competenza nel Consiglio di amministrazione dell’Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone e, da ultimo, fu presente come revisore dei conti nella Fondazione Rhodense.
Giovanni Marra, presidente del Consiglio comunale di Milano, commemorando Germano Quadrelli il 14 gennaio 2002, lo ha presentato come “amministratore comunale onesto e competente”, “protagonista della vita politica milanese degli anni Cinquanta e Sessanta”, distintosi sempre “per la serietà del proprio pensiero e la coerenza delle proprie scelte”.
Germano fu uomo di cultura, di studio e di preghiera; la sua attività fisica fu condizionata da un problema cardiaco ma iI suo cuore non era soltanto fisicamente ammalato, era ammalato anche di Amore. Una giorno, durante una conversazione spirituale di preghiera mariana, esordì dicendo "Avevo quindici anni quando mi innamorai di una ragazza... (breve sospensione: era un maestro di sospensioni nel suo parlare a tu per tu e anche in relazioni, discorsi, per buttare dentro a sorpresa un concetto, una ironia, un tocco umoristico)... si chiamava Maria e abitava... a Nazareth...". E così raccontò di quando aveva cominciato a capire cosa fosse la preghiera e lasciò intendere, senza dirlo, come prese forma il suo "Eccomi" per il Signore; un Amore che gli fece affrontare vittoriosamente le prove della sua splendida avventura terrena.

 

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