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Angelo Spreafico

Angelo Spreafico

Lecco 18 ottobre 1909 – 1944 - Civate (LC) 14 gennaio 2000

Quando arrivò al traguardo dei novant’anni, agli amici scrisse di essere “vivamente riconoscente al Signore e a tutti quelli che lo hanno aiutato in questi lunghi anni di vita”. Allora gli si obiettò che erano certamente molto più numerosi quelli “da lui aiutati” negli stessi lunghi anni e che lo dovevano ringraziare.
Basti pensare ai tanti ragazzi (ormai diventati nonni) della Pia Unione e dell’Oratorio degli anziani degli anni’30 e ’40, insieme con gli Aspiranti e ai Giovani di Azione Cattolica da lui guidati come maestro, delegato, presidente di Associazione e di Plaga e Cooperatore dell’Oratorio.
Poi c’è stato il periodo bellico, quando i suoi compiti si sono intensificati anche per supplire i molti giovani chiamati alle armi e, successivamente, l’impegno in più vasti campi di apostolato.
Nel 1967 si trasferì a Milano e lavorò alle Acli, impegnato nella gestione dei viaggi e delle vacanze, fu un elemento fondamentale e apprezzato anche per le sue doti umane, prima come impiegato poi come funzionario, essendo per molti anni direttore della Acli-Vetta.
Da pensionato era stato molto attivo nella Conferenza di San Vincenzo, come ispettore del quotidiano “Avvenire”, come segretario di una Cooperativa Edilizia e da ultimo nel Movimento della Terza Età, che lo vide instancabile organizzatore e grande animatore, senza dimenticare le sue esortazioni nelle adunanze: quanta semplicità e sapienza, “vero testimone del Vangelo nel servizio della Chiesa e ai fratelli”, come hanno ricordato i responsabili diocesani nell’annunciarne il ritorno alla Casa del Padre, dopo una vita dedicata con amore al prossimo.
Per i suoi molteplici servizi il Papa gli ha conferito una meritata onorificenza.
Quando la sua azione per forza di cose, data l’età, si è dovuta ridurre, allora Angelo aveva intensificato la sua presenza attiva in Parrocchia. Abbiamo così scoperto, soprattutto in questi ultimi mesi, quanti amici e amiche gli erano vicini con gratitudine e reverenza! Erano attenti a soddisfare ogni sua necessità. Quando gli è mancata la sorella Ginetta, l’hanno circondato di ogni cura, in casa, all’ospedale dopo i ripetuti ricoveri.
Ci diceva uno di loro: “Per me Angelo è stato un esempio da imitare, un maestro di vita cristiana…”.

 

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